Flower 58

Naturalmente Lalla

Pazienza, Passione, Prudenza. Le tre P da ricordare creando cosmetici al naturale.

mercoledì 23 aprile 2014

Recensione prodotti Weleda

Ciao a tutti! Oggi vi scrivo per parlarvi di una marca molto interessante, di cui avevo da tempo notato l'inci, e che finalmente posso recensirvi con le foto.
Come sempre, voglio specificare che questa è una prova di prodotti e non una collaborazione a tempo prolungato (non lavoro quindi per questa azienda nè per nessun altra, la mia recensione è imparziale e puramente informativa)
La marca in questione è Weleda (di cui trovate QUA il link per visitare il sito), e ho avuto modo di provare i prodotti che vedete in questa foto, che passerò in rassegna uno ad uno tra breve.


Prima voglio però spendere due parole sull'azienda e sulle sue caratteristiche, che ho trovato descritte sui cataloghi che presentano le varie linee.
Weleda è una marca di cosmetici, complementi dietetici ed igiene della persona presente in più di 60 paesi, i cui cosmetici sono privi di sostanze chimiche e oli minerali che non applicano test sugli animali nè li commissionano, dettaglio sempre da preferire. Le materie prime derivano da coltivazioni biologiche e le confezioni sono riciclabili per il rispetto dell'ambiente.
Ha un'ampia gamma di prodotti vegani e ha conseguito la certificazione SA8000, ovvero uno standard che dimostra il tentativo da parte di un'azienda di migliorare le condizioni dei lavoratori di tutta la fornitura (se non conoscete tale certificazione o volete saperne di più vi invito a visitare il SITO).



Ho trovato i cataloghi molto utili dunque per scoprire le varie linee e farsi un'idea generale sui vari prodotti che le compongono, anche il sito è ben fatto e di facile consultazione. Ma non voglio perdere tempo, per cui passo subito alla recensione dei prodotti che ho avuto modo di provare.
Nella bustina ho trovato cinque minitaglie di prodotti e 14 campioncini bene assortiti.


I primi prodotti che ho avuto modo di provare sono uno Shampoo e un Balsamo Ristrutturante all'Avena.
Il campioncino era da 10 ml e ho potuto provarlo quindi solo per un lavaggio, ma un'idea seppur iniziale me la sono fatta. Come prima cosa posso dire che sono prodotti vegani, dettaglio che gradisco molto. L'inci dei prodotti è praticamente ottimo, a parte alcun allergeni del profumo che comunque non mi hanno creato problemi. Potete trovare l'inci dello shampoo QUI, e quello del balsamo in QUESTO link. Devo dire che ho apprezzato molto di più il balsamo dello shampoo. Quest'ultimo infatti mi è risultato leggermente irritante (nulla di esagerato, ma ho provato prodotti più delicati), probabilmente per l'acool in seconda posizione nell'inci). Si usa e sciacqua abbastanza bene comunque, e anche la profumazione è buona per entrambi i prodotti, ma questo piccolo dettaglio dello shampoo non me lo farebbe comprare (ma questa è una mia opinione, che potrebbe benissimo non essere condivisa da tutti), mentre invece mi è piaciuto molto il balsamo, della giusta consistenza e che non mi ha reso grassi i capelli per niente, cosa che spesso invece mi capita con i balsami.

Il secondo prodotto che vi mostro è una Crema Nutriente particolarmente indicata per pelli secche. L'inci presenta i soliti allergeni del profumo e la lanolina, che non lo rende un prodotto vegano. E' una crema molto idratante, l'ho trovata di difficile assorbimento proprio per la sua consistenza un pò appiccicaticcia, ma essendo una crema proprio adatta a idratare pelli particolarmente secche e ruvide direi che la cosa è prevedibile. Non ho particolari problemi con la pelle secca, in quando il mio tipo di pelle vira molto più al sensibile, dunque non so come possa agire su una pelle davvero secca, ma posso dire che non mi ha creato problemi per quanto riguarda la delicatezza, anche se sul corpo sono meno problematica sotto questo punto di vista (ho usato la crema sulle mani e sui gomiti).
Tutto sommato mi è piaciuta, anche se appunto non ho forse potuto apprezzarla pienamente proprio perchè non mi serve una crema particolarmente idratante come questa si è rivelata. L'inci è QUESTO.



Queste due foto le affianco e valuto insieme per il motivo che spiegherò poi. Sono a sinistra un Contorno Occhi Rassodante al Melograno (INCI) a destra un Contorno Occhi Levigante alla Rosa Mosqueta (INCI).

Posso come prima cosa dire che il primo è vegano,
Ho provato entrambi i prodotti una volta (il campioncino era di 0,5 ml ciascuno), seguendo le indicazioni riportate e posso dire che entrambi si stendono bene, sono leggeri, e anche l'inci indica buoni prodotti.
Il primo mi ha però irritato leggermente, credo per la presenza di alcool che non trovo particolarmente indicato per il contorno occhi. Più delicata ho invece trovato quella alla rosa mosqueta, che preferisco anche come profumazione, che sono per entrambi leggere. Fatico a dire se fanno effetto o meno, semplicemente perchè non ho rughe di espressione o particolari "problemi" alla zona, e l'utilizzo di una sera per ciascun prodotto non può farmi capire realmente se questi siano prodotti validi o meno (cosa che comunque è molto soggettiva). Ma l'inci buono per ciascun prodotto mi porta a pensare che per chi ha bisogno di questi particolari prodotti, o semplicemente di un contorno occhi che rilassi la zona, Weleda offre prodotti che a livello di inci non sono "vuoti" o dannosi, dunque vale la pena provare.


Parliamo ora di questo Shampoo Trattante al Miglio, totalmente vegan, di cui vi lascio QUA il link dell'inci.
Come per gli altri prodotti per capelli ho potuto usarlo solo una volta dunque il mio giudizio non può essere basato su un'esperienza nel tempo, bensì un'idea che mi sono fatta a primo impatto. Sui miei capelli ricci e piuttosto spessi questo shampoo è risultato più adatto rispetto a quell'avena, il primo presentato. Anche il profumo mi piace molto, delicato, e non fa molta schiuma, cosa che preferisco sempre quando si tratta di shampoo e prodotti per i capelli in generale. Nel complesso, acquisterei più volentieri questo prodotto rispetto al primo, ma magari qualcuno farebbe l'esatto opposto.


Questa è invece la Crema Fluida Dono di Bellezza alla rosa mosqueta (INCI di questo prodotto), un prodotto vegano. Questa è forse il prodotto che mi è piaciuto di più. Delicato sulla pelle, una buona profumazione, abbastanza persistente, leggera al punto giusto (senza avere la consistenza simil acqua), e di facile assorbimento, risulta essere una crema non pesante (non un trattamento contro le zone critiche dunque), adatta all'idratazione quotidiana. Contiene alcuni allergeni del profumo, che non mi creano problemi (se invece ne siete sensibili prestate attenzione, in ogni caso e per ogni marca). Questo prodotto mi è piaciuto, e lo riacquisterei volentieri.


Di questa Crema Fluida Trattamento Idratante al Limone ho assolutamente adorato il profumo (chi mi segue conosce bene la mia passione per le profumazioni agrumate!). E' persistente al punto giusto senza risultare pesante, davvero gradevole. Quanto alla crema, stiamo parlando di un prodotto Vegano, con un INCI che all'inizio mi preoccupava un pò per la presenza dell'olio di cocco, potenzialmente comedogeno su alcuni, ma che su di me si è rivelato assolutamente irrilevante. La solita presenza di alcool non mi ha dato alcun problema, ma in caso di pelle secca prestate attenzione. Una crema non pensate nel complesso, ma da una prima applicazione mi è risultata abbastanza idratante.

Lo Shampoo Equilibrante alle Germe di Grano (QUA trovate l'inci) è un prodotto vegano. Il profumo l'ho trovato molto gradevole, più forte di altri ma non pesante. All'inizio la prima cosa che ho pensato è che sui capelli questo risultasse troppo "stopposo": non fa tanta schiuma, ma ha una densità tale che penetra tra i capelli e li incolla, almeno fino al momento del risciacquo. Per fortuna però si toglie bene dai capelli, senza troppa difficoltà, cosa che temevo visto l'effetto che rende appena applicato. L'unico nei è che non mi ha lasciato i capelli particolarmente morbidi e ho avuto bisogno più di altre volte del balsamo. Diciamo che personalmente lo consiglierei a chi non ha problemi di capelli secchi, alle altre persone eviterei l'acquisto!


La Crema Fluida Trattamento Nutriente all'Olivello Spinoso è indicata per pelli secche che hanno bisogno di un trattamento più nutriente rispetto alla pelle giovane. Numerosi emollienti contribuiscono quindi a mantenere la pelle idratata ed elastica. Posso dire di aver apprezzato questa crema come idratante e non mi ha creato nessun tipo di fastidio. Si assorbe velocemente, è piuttosto liquida come consistenza. Come sempre, sono presenti numero allergeni del profumo (che fortunatamente sono quasi sempre agli ultimi post), quindi prestate attenzione se avete la pelle particolarmente delicata. Vale la pena provarla! QUA trovate l'inci.

L'Olio Cellulite alla Betulla (di cui trovate QUI l'inci), è un olio profumato che contiene betulla e rosmarino, entrambi attivi utili contro la  cellulite. Ne ho ricevuto due campioncini e ho potuto provarlo per tre volte, tempo ovviamente insufficiente per valutare l'efficacia anche dal momento che uso normalmente altri prodotti per la cellulite. A primo impatto devo però ammettere che questo prodotto non mi ha fatto impazzire: l'ho trovato difficilmente assorbibile e soprattutto macchia facilmente gli abiti, proprio per la difficoltà a penetrare nella pelle. Non mi ha fatto impazzire diciamo, non saprei dire bene che effetti ha sulla cellulite ma l'ho trovato un prodotto poco pratico. Come pro, il fatto che è un prodotto vegano. 

La Crema Fluida Trattamento Rigenerante (di cui vi lascio il LINK) è anche questo un prodotto vegano e viene descritta come particolarmente adatta per le pelli mature che necessitano di un trattamento extra. E' effettivamente molto idratante, ma non avendo bisogno per ora di una crema che contrasti l'invecchiamento della pelle, l'ho potuta apprezzare solo come crema idratante. Sotto questo aspetto si assorbe facilmente, ha un buon profumo e, in generale, mi è piaciuta. Se qualche signora ha avuto modo provarla anche sulla pelle matura e volesse armi un'opinione, ne sarei felice!

La Crema Mani Rigenerante al Melograno ha pressochè lo stesso parere che ho dato alla crema precedente: una crema idratante ma non troppo grassa (cosa che mi disturba spesso nelle creme mani), il profumino è molto buono e in generale sono rimasta soddisfatta da questa crema. Peccato per la dose piccola, ma è un prodotto che potrei pensare di acquistare proprio perchè è estremamente nutriente ma senza risultare unta, e appiccicosa. QUA il link (è un prodotto Vegano).


Passiamo ora alle descrizioni delle minitaglie, che ho trovato molto comode (preferisco questi formati ai classici campioncini).



Ecco qua i prodotti nel dettaglio.


Il primo è il Trattamento idratante Comfort per pelli sensibili e miste all'Amande, da applicare mattina e sere su viso e collo. Ho potuto provarlo per una volta e mezzo, ovvero la mattina su viso, collo e decoltè e la sera solo sul viso. Non l'ho trovato troppo delicato onestamente, delle zone del viso mi hanno un attimo dato bruciore (nulla di grave, ma essendo un prodotto indicato per pelli miste e sensibili la precisazione mi pare doverosa). Spero di essere io un caso particolarmente sensibile (ma siamo sempre lì, nell'inci c'è alcool), perchè è un prodotto che si stende bene e si assorbe in fretta, e lascia una bella sensazione di pulito. Lascio QUI il link e vi consiglio magari di provarlo se non avete la pelle troppo irritabile.



L'olio viso Comfort all'Amande (di cui trovate QUA il link), è un prodotto vegano che a differenza della crema della stessa linea precedentemente mostrata, mi è piaciuto parecchio. Guarda caso non contiene alcool! Questi prodotti mi hanno ricordato per l'ennesima volta di quanto la mia pelle sia reattiva a questo ingrediente. L'olio in questione si può usare sia come struccante, che come idratante. Onestamente farne il primo uso mi  è risultato quasi uno spreco, quindi ho preferito spalmarmelo per idratare, e ho fatto bene. Un profumino molto delicato e una stesura molto confortevole, mi è piaciuto molto e l'ho trovato particolarmente delicato, sono sicura non credi problemi nemmeno per la rimozione del trucco proprio questo inci ottimo e la delicatezza che lo caratterizza. Mi è piaciuto e lo consiglierei.



Il Latte Detergente Comfort all'Amande  è un altro prodotto che mi è piaciuto molto. QUESTO è l'inci, di un prodotto vegano per fortuna (nel mio caso) senza alcool, che mi ha permesso di apprezzarne la delicatezza. E' un prodotto a risciacquo ma assicuro che non si sente il bisogno e l'impulso immediato di rimuoverlo dal viso, rimane infatti estremamente piacevole sulla pelle, e molto gradevole la stesura. Un altro prodotto che mi è piaciuto e che consiglio. Di questa linea se dovesse scegliere comprerei l'Olio Viso Comfort, ma consiglio di provare anche questo perchè un buon prodotto.

Lalla si informa...
Alla fine di questa esperienza non ho potuto fare a meno di ricordare l'ingrediente che più mi ha disturbato nei prodotti, ovvero l'alcool. Informandomi sul sito (Weleda è trasparente anche in questo, riporta tutti gli ingredienti), ho letto che la produzione di Alcohol  per i cosmetici deriva degli amidi di zucchero o da altri carboidrati, e viene usato come conservante naturale per evitare di usare quelli più chimici. L'alcool utilizzato da Weleda è adatto anche per i celiaci, in quanto privo di glutine. Per i sensibili a questo ingrediente poi (tornerà utile anche a me), è presenta la lista di tutti i prodotti contenente questo ingrediente, così come tutti gli altri. Una chiarezza e trasparenza invidiabile e apprezzatissima.

Questi sono tutti i prodotti che ho avuto modo di provare e ringrazio dunque Weleda per la bellissima opportunità e per l'estrema gentilezza nelle risposte. 
Un doveroso chiarimento: 
Questa è stata la mia esperienza come consumatrice di alcuni prodotti, non influenzata dall'azienda stessa. E' normale quindi che ci siano stati prodotti più apprezzati e prodotti meno, o più adatti o meno al mio tipo di pelle. Non prendete questo post come verità assoluta (e più generalmente, questo blog): le recensioni sono assolutamente soggettive, una cosa che può piacere a me potrebbe non piacere a voi, e una cosa che ha creato problemi a me potreste adorarla voi. L'unico moto è provare!



               Lalla




martedì 22 aprile 2014

L'esposizione al sole

Aspettando questa estate tanto attesa, qualche informazione utile sull'esposizione al sole è senza dubbio indicata.
La protezione dai raggi Uva e Uvb è necessaria al mare così come in città, se ci esponiamo per lungo tempo al sole. Un colorito bello ma soprattutto sano si acquista gradualmente, con il giusto grado di protezione sulla pelle, e in orari e modalità che ormai tutti ben conosciamo (ma una ripassata non fa mai male!). Come prima cosa è utile individuare il proprio fototipo, ovvero una classificazione in base alla quantità di melanina presente nella pelle e a ciò che questa comporta.

Fototipo 1: Il fototipo 1 è caratterizzato da capelli bianchi o rossi, occhi azzurri o verdi, lentiggini abbondanti. Poca melanina presente in corpo, che toglie quindi protezione naturale dai raggi. La persona con queste caratteristiche si scotta, non si abbronza. Il fattore di protezione deve essere alto proprio per queste caratteristiche, da 35 a 50.

Fototipo 2: Caratterizzato da capelli chiari e occhi chiari, spesso lentiggini sul viso. Le scottature sono frequenti e l'abbronzatura non è velocissima (per un risultato molto leggero). Il fattore di protezione  (Spf) varia da 20 a 35.




Fototipo 3: Il fototipo 3 ha come caratteristiche capelli castani e occhi chiari o marroni. A volte presenti lentiggini sulla pelle, il fototipo 3 può arrivare ad una buona abbronzatura, ma le scottature sono comunque possibili, seppur con minor intensità e facilità. L'Spf varia da 15 a 20.

Fototipo 4: Il fototipo 4 presenta capelli scuri, pelle olivastra, occhi scuri. Le lentiggini non sono solitamente presenti sulla pelle, i tempi di abbronzatura non sono troppo lunghi e le scottature sono piuttosto rare. L'Spf va da 10 a 15.

Come capire se ho bisogno della protezione minima o massima per il mio tipo di pelle?
Solitamente nelle prime giornate di sole si tende ad usare la protezione più alta indicata per ogni fototipo, quando invece la pelle inizierà a risultare già abbronzata possiamo spalmare quella meno alta, così come possiamo fare in città.

Norme generali di buonsenso e buona salute sono quelle di non esporsi direttamente al sole nelle ore centrali del giorno, riapplicando la protezione solare più volte soprattutto dopo il bagno in acqua, e proteggere il capo con cappelli e gli occhi con occhiali da sole. Ricordo inoltre che i bambini e i neonati hanno sempre bisogno di una protezione solare, generalmente più alta rispetto a quella di un adulto, che deve essere applicata anche nelle zone apparentemente meno soggette ai raggi, come le orecchie e le pieghe della pelle.



Possiamo inoltre aiutare la nostra abbronzatura con alcuni cibi che contengono grandi percentuali di determinati fattori, tra cui:
il becatarotene, in cibi come il melone, le carote,  le albicocche e i pomodori;
la vitamina E, in oli vegetali, cereali e legumi;
la vitamina C, in tutti gli agrumi, nelle fragole, nei kiwi, nei peperoni;
il selenio, nel pesce e nei molluschi, nel lievito di birra e nei cereali integrali;
la luteina, nelle verdure a foglie verdi, nei cavoli e negli spinaci.

Se volete anche preparare qualche semplice prodotto per, lascio QUA il link per la maschera doposole al melone, in QUESTO link trovate un burro profumatissimo doposole. Per combattere invece un aspetto più odiato dell'estate, le zanzare, potete QUA trovare una soluzione.

               Lalla


sabato 19 aprile 2014

Come pulire la cera d'api acquistata da apicoltori

Ciao a tutti, oggi vi mostro come pulire la cera d'api che possiamo acquistare dall'apicoltore, quindi pura, meno costosa, ma spesso tutt'altro che imperfetta. Si tratta spesso infatti di un blocco unico dal colore piuttosto gialla, un pò appiccicaticcia e molto profumata, con dei pezzi scuri in mezzo, che possono essere di diversa origine. Come premessa posso dire di osservare bene la cera d'api che avete in possesso: spesso dentro è presente propoli o comunque piccole imperfezioni non troppo estete, facilmente filtrabili dunque con questo processo, ma spesso aprendo il pezzo (a volte lo scarto è tutto nella zona interna), troviamo api morte o addirittura larve di queste: è bene capire quindi che cosa abbiamo di fronte, per valutare se è il caso di lavorarla per adattarla meglio all'autoproduzione di cosmetici o se come nell'ultimo caso riportato è meglio evitare anche questo. Qualora vi rendiate conto che lo scarto è solo concentrato in una piccola parta vi consiglio di non eseguire tutto il trattamento, e togliere semplicemente la porzione in questione, o per lo meno lavorare solo la parte da pulire, tenendo intatta tutto il resto. Consiglio questo se non altro per motivi pratici: non è un trattamento difficile e lungo, ma potreste trovare noioso il pulire i contenitori usati (cosa che, se possibile, anche io evito volentieri).
Vi mostro quindi come io ho effettuato la pulizia di questo prodotto.


Innanzitutto vi mostro la foto del mio piccolo blocco di cera d'api prima di essere filtrata: presentava una parte interna più scura e piccole parti da rimuovere.



Come prima cosa ho immerso il mio blocco di cera dentro ad una pentola contenente acqua. La quantità di questa va valutata in base a quanta cera avete e al contenitore che userete dopo: Io prima ho versato l'acqua nel vassoietto (che era un normalissimo vassoio alto di alluminio, di quelli usati per congelare i cibi), senza arrivare al bordo, quindi ho usato quella quantità per la pentola.
Potete fare questa operazione anche a bagnomaria.
Poniamo quindi sul fuoco a bassa fiamma per evitare l'immediato bollore.




Mano a mano che la cera si scalderà e inizierà a fondersi noteremo le prime impurità riversarsi nell'acqua. A questo punto, se non l'avete fatto prima, cercate di rompere in pezzi più piccoli il blocco di cera, per facilitarne lo scioglimento. Per fare ciò ho usato semplicemente un coltello, e mescolavo di tanto in tanto con l'aiuto di uno spiedino di legno (per poterlo poi buttare).



Una volta fusa completamente o quasi, la cera d'api si rivelerà essere un liquido ambrato piuttosto impuro (ciò dipende da com'era la cera in partenza), abbastanza profumato e, ovviamente, caldissimo! Prestiamo attenzione, dunque.


A questo punto possiamo iniziare a filtrare la cera. Possiamo usare un colino a maglie strette (come quello che ho usato io che vedete in foto), o un telo sottile che trattenga le impurità. Cerchiamo di togliere più parti possibili, prestando sempre attenzione a non bruciarci.


Possiamo ora travasare il liquido con estrema cautela in un contenitore resistente al calore (anche i contenitori tetrapack che vedete in foto vanno benissimo), e lasciamo a riposo per un paio d'ore, il tempo di raffreddarsi completamente.
Attenzione! Se ponete il contenitore all'aperto come ho fatto anche (ma meglio prendere questa precauzione anche in ambienti interni), coprite la cera con qualcosa (io ho usato un semplice vassoio), per evitare di attirare le api.


Alla fine questo sarà l'aspetto della nostra cera d'api, che avrà l'aspetto di una vera e propria lastra solida, biancastra e più o meno pulita, a seconda dell'attenzione riservata al momento del filtraggio.


Una volta sollevata attentamente dall'acqua, questo è il risultato.





Possiamo quindi ora tagliare la nostra cera d'api e quando completamente asciutta dall'acqua con la quale era a contatto, riponiamo in un barattolo o in uno strano di pellicola per conservarla.






E cosa rimane della nostra cera?
Sul fondo del contenitore e nell'acqua potremo trovare particelle e impurità che magari non siamo riusciti a filtrare, ma che a volte non si uniscono alla cera. Se la parte a contatto con l'acqua presenta numerose impurità attaccate raschiate quella parte con l'aiuto di un coltello.



Come spero si noti dalle foto la mia cera non è perfettamente pulita e limpida, questo perchè ho eseguito la lavorazione più per mostrare a voi i passaggi che per reale bisogno: fortunatamente il mio pezzo era sporco solo in una zona localizzata e se non fosse stato che per fare le foto avrei evitato di pulirla, limitandomi a togliere quella zona. Se la vostra cera ha proprio bisogno di una pulita approfondita, non siate frettolosi nel filtraggio! Se una volta indurita notate che sono rimaste più impurità di quel che vi aspettavate, questa s può anche rifondere e rilavorare, ma per risparmiare tempo e  cera (per quanto si presti attenzione una parte rimane sempre attaccata agli utensili usati), abbiate cura di lavorarla bene un'unica volta.


Questo è il mio metodo per filtrare e pulire la cera d'api, lo trovo semplice e veloce, anche se vi ricordo che essendo il prodotto più puro delle api, a meno che la cera non sia proprio piena di impurità è un processo che spesso si può evitare di fare, agendo in altri modi. Valutate voi insomma, in base all'entità della zona da eliminare! Per qualsiasi chiarimento e informazione sono sempre disponibili tramite commento o mail privata!

                      Lalla


martedì 15 aprile 2014

Il decalogo dello spignattatore neofita

Vuoi iniziare? Fallo. Ma sappi che...




1.   Se una ricetta ti è perfettamente riuscita ieri, oggi potrebbe ripensarci e venirti di colore, consistenza e odore diverso. Senza interpellarti. Senza che tu possa dire nulla in proposito.
La volta dopo? Un terno al lotto.

2.   Potrai avere sempre tutti gli ingredienti necessari, ogni attivo inventato e quelli ancora da trovare, bottigliette e contenitori di qualsiasi forma, colore, materiale, capienza... Ma dovrai sempre provare a fare il prodotto che necessità dell'unico, insostituibile ingrediente che ti manca. Poi si sa, è scomodo fare ordini per un solo prodotto, vuoi non aggiungere altro al carrello? E nel caso in cui dopo una tale cifra le spese di spedizione siano gratuite, è peccato non raggiungerla!

3.   Quando avrai imparato a leggere l'inci e a capire quali marche evitare, dovrai frenarti per non fare terrorismo psicologico agli altri. Ci si augura che tu riesca a tacere a volte, ma dentro di te immaginerai truppe di siliconi e schieramenti di PEG pronti a dare l'assalto.

4.   Se credi davvero che riuscirai a sporcare pochi attrezzi per i tuoi prodotti ti renderai presto conto che questa è pura illusione. Preparerai sul tavolo bilancina, un cucchiaino, una scodella e il contenitore. Inizierai soddisfatta la tua preparazione e a fine lavoro guarderai il tavolo. Troverai quello che avevi messo all'inizio, con un altro intero set di cucchiai, spatoline, insalatiere e scodelle di ogni tipo, e ti chiederai a cosa ti è servito il compasso, la molletta da bucato e un esemplare di orice dalle corna a sciabola. Dovrai quindi lavare tutto, ancora chiedendoti a cosa ti sono serviti, e riportare in natura l'orice, senza perderci un occhio per le corna di un metro.

5.   Ti troverai delle ore con le braccia infilate fino ai gomiti in acqua calda, con intorno a te alcool e sgrassatore, per togliere i residui di prodotto dalle confezioni di cosmetici, e nei periodi più disperati li chiederai anche ad amici e parenti, che ti accontenteranno, ma penseranno che forse, a volte, una seduta dallo psicoterapeuta non è poi così male.

6.   Lo zucchero non serverà per fare la torta: verrà impiegato in uno scrub. L'olio non sarà più un condimento: te lo verserai in testa.

7.   I tuoi fogli da appunti subiranno una radicale trasformazione. Dalla suddivisione tra fasi, dosi e procedimenti chiari, scritti con minuziosa precisione e grazia, troverai numeri sparsi per il foglio con ingredienti abbreviati, a volte appena accennati, con descrizione mancante di procedura e di qualsiasi altra forma di espressione logica e chiara. Lo capirai solo tu quel foglio, ma sarà importante, e non dovrà essere buttato, cosa che puntualmente faranno.

8.   Obbligherai padri, fratelli, fidanzati e individui di sesso maschile, assolutamente disinteressati alla tua passione ad usare il tuo dopobarba, il tuo gel, la tua crema viso. E nulla importa se non l'hanno mai usato: è ora di incominciare, e devono farlo con i tuoi prodotti.

9.   Guarderai con aria truce qualsiasi commessa o addetta alle vendite che tenta di venderti un prodotto commerciale che tu sai pieno di siliconi e paraffina, e penserai "Siiiii idratante! Questo me lo faccio io in casa mille volte meglio!".

10.   Ti riconoscerai in qualche punto tra quelli sopracitati e forse penserai che a volte siamo proprio esagerate noi che autoproduciamo, ma non cambierai idea. Forse riderai, forse scuoterai la testa pensando "E' tutto troppo vero...", ma ti ricorderai che le persone intelligenti accettano il parere altrui. Spiegano, danno consigli se richiesti, ma non fanno terrorismo psicologico a chi non la pensa come loro, nè si impongono con la violenza. La tua scelta l'hai fatta, è giusto che tutti facciano la loro, condivisibile o meno.

            Lalla




venerdì 11 aprile 2014

L'hennè

Pochi giorni fa una mail da parte di Alia (che saluto!), mi ha sollevato dei dubbi sull'argomento hennè, che ho provato per poco e conosco non in modo approfondito. Ho deciso quindi di informarmi per cercare di capirne di più, speranzosa in vostri commenti e chiarimenti, nel caso in cui qualche dettaglio non sia del tutto corretto.

Che cos'è l'hennè?
L'hennè non è altro che una pianta (lawsonia inermis) che fin dall'antichità è nota per le sue proprietà tintorie ed è quindi stata polverizzata, setacciata e utilizzata per la colorazione di capelli, pelle e unghie.
Il colore dell'hennè è uno solo: le varie sfumature sono date dalle zone (e quindi dal clima, dal terreno, e dalle caratteristiche geografiche), in cui la pianta cresce. Talvolta, gli hennè commerciali presentano aggiunte di pigmenti derivate da altre piante per conferirne il colore voluto. Un hennè puro presenta solo il prodotto della pianta dell'hennè, che è una e fornisce un solo colore (indicazioni come "da pianta di hennè nero", "da corteccia di hennè rosso", sono scritte devianti e non corrette: le foglie sono le parti utilizzate e la pianta di hennè è la medesima per tutte le tinte).



Ho trovato un metodo per capire se l'hennè che utilizziamo contiene piombo o metalli pesanti da evitare (mai provato, se qualcuno ha fatto questa prova e volesse darmi la proprio opinione in merito ne sarei felice).
Pare sia necessario raccogliere dei capelli colorati con hennè già caduti (prelevandoli per esempio da una spazzola dopo esserci pettinati), e mettere questi capelli in un composto fatto da 30 ml di acqua ossigenata (a 20 volumi) e 20 gcc di ammoniaca al 28%.
 Se l'hennè da noi usato contiene piombo, i capelli cambieranno colore.
Se contiene rame i capelli cominceranno a "friggere" e a puzzare, bruciandosi.
Se è presente nitrato d'argento il colore rimarrà tale, ma noteremo delle sfumature tendenti al verdastro.
Tutto ciò indica che l'hennè non è puro e contiene altri metalli (ripeto, metodo mai provato ma letto spesso).

Il colore conferito al proprio capello con una colorazione eseguita tramite hennè varia a seconda del colore di partenza. Per capire come appariranno i nostri capelli possiamo utilizzare una piccola ciocca di capelli caduti, e sapere così a che tonalità arriveremo.

Come si prepara l'hennè?
Diverse sono le indicazioni per preparare l'hennè. Tra le più semplici conosco quella che prevede di mescolare l'hennè con del succo di limone (o arancia, o yogurt: quest'ultimo è indicato qualora l'acidità del limone ci crei fastidio, anche se da alcuni è sconsigliato poichè meno duraturo), per ottenere un composto non troppo liquido ma spalmabile. Lasciamo riposare il composto per un giorno a temperatura ambiente. Al momento di usarlo, potremo aggiungere ancora un pò di succo di limone per conferire alla pasta la giusta densità. Applichiamo con l'aiuto di guanti in grande quantità, fino alla cute.e copriamo con pellicola trasparente. Dopo un tempo di posa che può variare dalle 2 alle 4 ore, togliamo l'hennè con abbondante acqua, se necessario facendo uno shampoo.
Per il naturale processo di ossidazione il colore immediatamente visibile dopo la tinta potrebbe cambiare nel corso di qualche giorno.



L'hennè neutro, ovvero non colorante, può essere usato anche sul viso come maschera, con l'aggiunta di qualche ingrediente. Le informazioni in tal proposito non sono molte, si parla più che altro di Amla, ma sull'hennè neutro da usare sul viso ho trovato poche righe.
 Su questo punto chiedo conferma e consigli, così come su tutto il post!

                                      Lalla


venerdì 4 aprile 2014

Vincitrici Giveaway Naturaequa

Ciao a tutte ragazze, brevissimo aggiornamento per svelare le vincitrici del Giveaway Naturaequa indetto tempo fa, con dei bellissimi premi gentilmente offerti da questa azienda!
Vi lascio quindi alle foto con i nomi delle vincitrici, e un grazie di cuore a tutte coloro che hanno partecipato con entusiasmo!

Vincitrice sul blog:


Vincitrice su Facebook:


Complimenti a voi! 

Le vincitrici hanno 5 giorni a partire da oggi per farmi avere il loro indirizzo a cui spedire il pacco.
Trascorsi 5 giorni passerò ad una nuova estrazione!

                              Lalla



martedì 1 aprile 2014

Cura delle labbra

Parlano, baciano, si colorano di tinte più o meno colorate e rilevano molto di noi: le labbra sono una parte fondamentale del nostro viso che spesso ci ricordiamo di avere solo quando è il momento di truccarle. Ma la cura di questa zona deve essere costante e mirata, vediamo qualche dritta per coccolarle.



Le labbra e il contorno labbra sono una zona molto delicata e vascolarizzata: per questo quando con il freddo ci si screpolano le labbra spesso sanguinano per diverso tempo. Per limitare ciò è necessario idratarle costantemente (in inverno così come in estate), con burri di cacao con buon inci, senza paraffina che secca ancora di più e crea punti neri. Usiamolo abbondantemente, anche sul contorno labbra, e teniamolo sempre a portata di mano per ripassarlo qualora ne sentissimo la necessità. Tra l'altro, un buon burro cacao naturale, fatto in casa o non, può essere utilizzato come crema di emergenza sulle screpolature, a mani pulite, se non disponiamo di altro (anche una buona crema può essere usata sulle labbra).



La sera può essere utile eseguire uno scrub per eliminare pellicine e cellule morte, usando ingredienti delicati come zucchero, olio, miele, farina di cocco, e qualsiasi altro ingrediente leggermente esfoliante. Ricordiamo che sulle labbra non serve un effetto eccessivamente scrubbante: meglio farlo tutte le sere per qualche minuto, in modo costante, che una volta a settimana in maniera più energica, rischiando di irritarci.
In QUESTO link potete trovare una semplice e divertente ricetta per ricreare il celebre Labbracadabra di Lush. La sera inoltre è buona abitudine stendere una generosa quantità di burro di cacao sulle labbra prima di addormentarsi, affinchè questo venga assorbito durante la notte.
Se trucchiamo le labbra ricordiamoci di struccarle sempre bene: basta poco olio vegetale per togliere anche il trucco più ostinato (e se preferite uno struccante bifasico, QUESTA è la ricetta).

Lalla consiglia...
Prova a fare in casa il vostro burro cacao, semplice, con buon inci e personalizzabile: QUESTA è la ricetta base, mentre QUA trovate un'alternativa più golosa.

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