Flower 58

Naturalmente Lalla

Pazienza, Passione, Prudenza. Le tre P da ricordare creando cosmetici al naturale.

mercoledì 18 febbraio 2015

Pasta all'acqua per i più piccini !

Ciao a tutti e a tutte, controllando le formulazioni presenti sul mio blog mi sono resa subito conto che manca la famosissima pasta all'acqua, adattissima per i bimbi.
Abbiamo già visto come preparare la pasta di Hoffman, a base di ossido di zinco e quota oleosa, questa pasta all'acqua presenta invece anche acqua, appunto, e pochi altri ingredienti facilmente acquistabili online o nelle farmacie.

Cosa ci serve:

  • 20 gr di acqua;
  • 20 gr di glicerina;
  • 20 gr di ossido di zinco;
  • 20 gr di talco;
Come possiamo notare tutti gli ingredienti vanno inseriti nella stessa dose: i grammi che ho indicato io sono quindi indicativi, in quanto è possibile modificare le dosi a piacimento in base al prodotto finito che vogliamo ottenere.

Per la preparazione di questo prodotto è sufficiente unire le polveri in un contenitore, mischiandole, quindi aggiungere la glicerina e l'acqua poco per volta, mischiando bene fino ad ottenere una pasta abbastanza corposa e senza gruma.



Così come la pasta all'ossido di zinco, di cui trovate QUA la preparazione, questo prodotto è ottimo sui bimbi per le irritazioni da pannolino, per le pieghe della pelle spesso soggetta ad irritazione, e in tutti i casi in cui è utile avere una barriera protettiva.

E voi? Cosa usate per i vostri bambini?
 
                                      Lalla

venerdì 13 febbraio 2015

Collaborazione Fattiamano - Cosmesi Artigianale Milano

Oggi vi presento una bellissima collaborazione effettuata con l'azienda Fattiamano - Cosmesi Artigianale Milano, di cui vi lascio subito il link QUA per poter visionare i loro prodotti. L'azienda ha sede appunto a Milano, dove produce prodotti per l'igiene della persona dal 2006, con una particolare attenzione agli ingredienti, provenienti in gran parte da coltivazioni biologiche. Leggo inoltre dal sito che l'azienda talvolta organizza corsi e laboratori per avvicinare all'arte dell'autoproduzione (quindi, Milanesi e cittadini nei dintorni, approfittatene voi che potete!). Inoltre i packaging dei loro prodotti sono eco sostenibili e riciclabili. Curiosando sul sito leggo la loro particolarissima modalità di consegna per la città di Milano: la bicicletta, tramite un servizio offerto da MilanBike per le consegne a domicilio ecologiche. Per tutte le altre città le spese di spedizione sono gratuite sopra i 49,99 euro, mentre al di sotto di tale cifra ammontano a 4,99 euro.
I pagamenti possono essere saldati con carta di credito, paypall, assegno, bonifico bancario e in caso di ritiro in sede anche con contanti.
Sul loro sito trovate poi diversi articoli e informazioni utili sul mondo della cosmesi, che vi invito a leggere.


Vi mostro quindi subito il sacchettino di prodotti che ho ricevuto, arrivato con posta prioritaria in busta con pluriball.


Ho notato una grande cura dei particolari per questo sacchettino di organza rosa, con tanto di targhetta con il nome del sito, e all'interno tante mini-size di prodotti profumatissimi.



Il primo prodotto che vi mostro è la Crema Corpo Preziosa al burro di karitè e lavanda.



Il Burro Mani Nutriente alla canapa, limone e Tea Tree mi ha subito colpito per il colore acceso e per la profumazione agrumata, molto acidulo, che personalmente adoro. E' un prodotto molto corposo, un burro appunto, molto idratante, che lascia le mani protette e morbide. Non si assorbe immediatamente per la sua consistenza, ma non rimane appiccicoso sulla pelle- Nel complesso mi piace, l'ho usata un paio di volte prima di andare a dormire e ho apprezzato le proprietà date dagli ingredienti che, come per tutti, sono consultabili sul loro sito.



La Crema Viso Preziosa Argan, Vaniglia e Incenso non ha un odore a me particolarmente gradito, o meglio, non è il genere di profumazione che io sceglierei per una crema viso, piuttosto dolce per via della presenza della vaniglia. Sarebbe invece un profumo molto adatto, secondo me, per una crema corpo, essendo dolce ma non stucchevole (ma ovviamente questa è una valutazione personale condivisibile o meno). La crema non mi è risultata particolarmente leggera, ma molto delicata sulla mia pelle sensibile e facilmente irritabile. Dopo averla usata la prima volta di mattina ho preferito passare ad un utilizzo serale, più adatto a mio parere per i prodotti non particolarmente leggeri, anche perchè di giorno sono solitamente truccata e la mattina preferisco avere prodotti idratanti ma leggeri. Nel complesso però un buon prodotto, della quale non mi ha fatto impazzire solamente la profumazione, ma che per gli amanti dei profumi dolci potrebbe essere super indicato.


La Crema Corpo solida al Karitè, arancio e cannella mi è arrivata leggermente sciolta ma comunque perfettamente utilizzabile, in bustina di plastica, tagliata a spicchio. Noto dal sito che queste creme corpo vengono chiamate le Maialose per la loro forma: davvero graziose anche come idee regalo, vendute in barattolini di latta in diversi formati. (potete visionare la forma del prodotto online sul sito). Anche in questo caso la profumazione mi è piaciuta molto, agrumata come piace a me, con una punta di speziato dato dalla cannella. Si usa semplicemente scaldando il prodotto tra le mani e massaggiando sulla pelle: come consiglia il sito l'effetto idratante sarà maggiore se applicata con la pelle ancora calda dalla doccia. Vista la consistenza sicuramente non leggera ho utilizzato questo prodotto sui talloni (e piedi in generale), e sui gomiti e ginocchia, punti in cui è sempre gradita un'idratazione più profonda, e devo dire che l'effetto è stato niente male: tra l'altro, anche la mattina seguente le mani avevano un vago odore di cannella.



IL Sapone Naturale rinfrescante all'avocado e eucalipto è un prodotto che si è rivelato molto delicato a parere mio, sotto tutti i punti di vista. Mi aspettavo una profumazione piuttosto forte e persistente per via dell'Eucalipto, mentre l'ho sentito piuttosto delicato sia dal panetto che lavando le mani, e anche sulla pelle si è rivelato essere un prodotto molto delicato con un potere schiumogeno a mio parere piuttosto ridotto, dettaglio che ho apprezzato in quanto non amo i prodotti che provocano troppa schiuma. L'ho utilizzato sulle mani per un semplice senso pratico: essendo un panetto piccolino ho immaginato che sotto la doccia potesse essere non troppo comodo, ma questo prodotto può essere utilizzato tranquillamente su tutto il corpo.



Nella bustina di organza ho trovato inoltre dei foglietti con alcune informazioni utili sui prodotti di questa azienda, che ringrazio per questa opportunità e che vi invito a visitare almeno nel loro sito, per conoscere più da vicino e in modo più approfondito tutti i prodotti che offrono!


Come sempre ricordo che non lavoro per questa azienda e non sono stata pagata per la recensione, frutto della mia esperienza personale e non dettata dall'azienda stessa.

Mi piacerebbe sapere se qualcuno di voi conosceva già questa azienda, e se avete provato altri prodotti che magari vi sono piaciuti a tal punto da consigliarli a me e a tutte le lettrici!

                Lalla


  


venerdì 6 febbraio 2015

Sfumature di Benessere: l'Argilloterapia

L'appuntamento di Sfumature di Benessere ci porta oggi a conoscere l'Argilloterapia, ovvero una terapia basata proprio sull'utilizzo di argilla.
Le argille sono infatti sostanze minerali composte dall'unione di diversi componenti, come silice, magnesio, calce, e diversi altri. Viene considerata come un ottimo detossicante naturale: riesce infatti ad assorbire le sostanze tossiche nell'organismo e ad espellerle fuori. In cosmesi in particolare viene usata come purificante in quanto aiuta ad eliminare le tossine presenti nel corpo.



Il potere curativo dell'argilla è conosciuto fin dai tempi più remoti. Gli antichi la utilizzavano infatti proprio come noi, in fanghi e impacchi parziali o totali (immergendosi in verse e proprie vasche di argilla e acqua).
Ma se i benefici dell'argilla sono ormai appurati e utilizzati in molti campi, diversa è la visione che si ha dell'Aromaterapia, che attualmente non è riconosciuta per alcuni aspetti, spiegati con il semplice effetto placebo e non con la reale efficacia dell'argilla stessa (l'argilla viene infatti usata in alcuni paesi anche per curare malattie importanti come la tubercolosi).
Ma l'Argilloterapia, così come altre discipline alternative, viene impiegata anche perchè non ha particolari controindicazioni, essendo un rimedio dolce e non invasivo.
Cataplasmi, bendaggi, impacchi, sono solo alcuni degli utilizzi che è possibile farne. Per scaricare le tensioni invece viene consigliato di effettuare una pratica chiamata bagno di argilla,  ovvero distendersi su uno spesso strato di argilla e farsi ricoprire da questa, rimanendo a riposo per qualche ora.



Per chi invece utilizza l'argilla per via interna, quindi assumendola per via orale, questa abitudine ha buone ripercussioni per le situazioni di stress e per chi soffre di ulcera per esempio, in quanto il fisico trova grande giovamento dall'assunzione degli oligoelementi in essa presenti.
Talvolta, in caso di assunzione per via orale, possono presentarsi episodi di stipsi, che possono essere facilmente ridotti alternando nei giorni la sua assunzione o diminuendone la dose.
Vi invito a consultare i numerosi portali di naturopatia o di benessere olistico per saperne di più su questa terra multiuso e utilissima.

               Lalla


mercoledì 4 febbraio 2015

Collaborazione Cosmetolando

Ciao a tutti, in questo nuovo articolo vi voglio presentare la collaborazione effettuata con l'azienda Cosmetolando, di cui lascio QUA il link del sito.
Cosmetolando è un'azienda fornitrice di materie prime per l'autoproduzione, il cui sito è strutturato con ricette cosmetiche di cui inserendo il solo nome è possibile aggiungere tutto il necessario al carrello. Leggo inoltre che talvolta organizzano corsi di autoproduzione di cosmetici naturali, e forniscono gratuitamente alcuni file pdf informativi da scaricare.
Le modalità di pagamento del sito sono Paypal, Bonifico Bancario e Contrassegno e la consegna avviene entro 1-3 giorni. Le spese di spedizioni sono pari a 6,90 euro al di sotto dei 59,00 euro, gratuite sopra questa cifra.
Vi mostro come prima cosa i prodotti che ho avuto modo di provare, scelti dall'azienda stessa e necessari per la produzione di un prodotto da loro scelto e di cui mi hanno inviato la formulazione.


Il pacco è arrivato in una scatola di cartone ben imballata, con ogni flacone ricoperto di pluriball, quindi spedizione molto curata e che riduce al minimo il rischio di danneggiamento.



I prodotti arrivati sono descritti minuziosamente anche sul sito.


Il TensNat n. 1 è il Coco Glucoside, venduto in confezioni da 200 g in flacone scuro.
La scheda tecnica sui sito indica l'utilizzo fino al 20-30%, solubile in acqua,.


Il TensNat n. 5 è il Sodium Lauroyl Sarcosinate, in confezione da 200 gr.
La scheda tecnica indica un dosaggio dal 2% al 30% in base al prodotto da fare. Il prodotto è solubile in acqua.


Il TensNat n. 4 è il Gliceryil Oleate e Coco Glucoside, in confezione da 200 gr.
Sul sito appare in barattolo mentre io l'ho ricevuto in flacone, con dosaggio fino al 3-5%, solubile in acqua.


Ho ricevuto inoltre l'acido lattico, come correttore di ph, venduto in flacone da 50 ml.
La scheda tecnica indica giustamente che non esiste un dosaggio universale per questo prodotto, da valutare in base alla correzione da effettuare: trovo quindi personalmente che il dosaggio dell'acido lattico sia da valutare anche nelle formulazioni che propone il sito, senza indicare il numero di gcc precise, in quanto il ph varia in base a diversi fattori che non possono essere valutati a priori al momento della stesura della ricetta.


Un barattolino di plastica bianca conteneva l'allantoina in polvere, in dose da 25 grammi. Ho apprezzato la confezione, in barattolino, più comoda per le mie esigenze.
Si utilizza fino all'1%, solubile in acqua fino allo 0,5%, insolubile in olio.


L'olio di cocco raffinato è anch'esso in confezione di plastica, da 100 gr.
Ha il punto di fusione intorno ai 24-37°


La stearina vegetale, venduta in bustina da 50 gr, sono riuscita invece a prelevarla senza fare disastri per la sua consistenza a scaglie, e non polverosa.


L'emulsionante EmulNatur è venduta in scaglie da 50 gr totali, in bustine trasparenti, e si inserisce nella fase grassa nelle emulsioni a caldo. Occorre poi scaldare la fase grassa e quella oleosa a 60° e unire le due fasi mescolandole energicamente. Ha un punto di fusione di 50-60°.



La fragranza Argan e Iris l'ho trovata molto delicata se usata in piccole dosi, a differenza di quello che risulta se annusata direttamente dalla boccetta. Viene venduta in dose da 20 ml in vetro scuro.


La glicerina, usatissima nei cosmetici e quindi sempre molto gradita, è venduta in dose da 50 ml.


L'olio di Germe di Grano ricevuto è venduto in confezione da 100 ml. Quest'olio è adatto anche alle pelli più sensibili, e dal sito possiamo leggere informazioni utili tra cui il tipo di spremitura, a freddo.


Il conservante ConsNat ha inci uguale al Cosgard, e viene venduto in confezione da 50 ml, e da una rapido confronto ho notato che risulta essere più conveniente di quello francese.


Come contenitore mi è stato inviato questo flacone trasparente con pipetta a parte da inserire e tagliare in base alle esigenze del contenitore stesso.


Infine ho trovato nel pacco una busta contenente la formulazione per cui sono indispensabili questi ingredienti, con dosi e procedimento. Quello che l'azienda ha proposto per provare questi prodotti è un bagnodoccia delicato alla fragranza argan e iris appunto.
Ho seguito attentamente le dosi e il procedimento indicato, con qualche piccola variazione, ma il prodotto finale non mi è particolarmente piaciuto, trovo che le ricette siano degli ottimi spunti per formulazioni da adattare eventualmente alle proprie esigenze: trovo infatti che nessuna ricetta vada seguita pari passo senza avere le opportune basi che permettano di valutare prima di tutto la fonte, dunque le singole ricette. Ma avendo utilizzato le materie prime anche per altre preparazioni (non tutti, ma in gran parte), posso dire di essermici trovata bene, senza riscontrarli alla mail indicata: ho avuto modo di chiacchierare con Mara e di porle alcune domande riguardo alla formulazione, e ho notato personalmente la gentilezza e la disponibilità nelle risposte.

Ringrazio quindi l'azienda per l'opportunità, e come sempre vi ricordo che non sono pagata dall'azienda e non lavoro per loro, dunque la mia recensione è assolutamente imparziale.


Conoscevate questa azienda? Avete mai acquistato da loro?
Fatemi sapere le vostre opinioni!


                              Lalla





venerdì 30 gennaio 2015

Smaltimento delle materie prime scadute

Parliamo oggi di un argomento sulla quale spesso mi vengono poste domande alla quale non sempre ho saputo rispondere e di cui vi avevo promesso mi sarei informata da fonti più certe.
Premesso e appurato che le materie prime hanno scadenze spesso indicative, di cui abbiamo parlato in QUESTO link, cosa fare di oli che ci accorgiamo essere rancidi, o di burri che puzzano, o di qualsiasi altro prodotto che prima o dopo la data di scadenza ci pare alterato, e quindi non più adatto all'uso?



Ci fornisce valide indicazioni la Dott.ssa Vincenza Vernile , proprietaria dell' omonima azienda di materie prime. La sua mail di risposta inizia con la frase "...ti rispondiamo volentieri al quesito ambientale portandoti a conoscenza sia di ciò che è obbligo delle aziende e sia di ciò che dovrebbe essere doveroso da parte dei privati." Non posso che convenire con lei, ricordando che così come scegliamo spesso materie prime etiche e rispettose dell'ambiente anche il loro smaltimento come ultima fase deve avvenire nel modo corretto, per far si che i minuziosi criteri con la quale scegliamo non diventino vani.
Un'azienda fornitrice di materie prime ha ovviamente l'obbligo di non porre in commercio sostanze scadute. Per ogni prodotto è presente una scadenza legale ed una scadenza naturale, il cui compromesso, spiega Vincenza Vernile, viene trovato da un farmacista abilitato alle analisi chimico-farmaceutiche delle sostanze, almeno nel caso di questa azienda, che si serve appunto di un cosmetologo per questo. Vengono quindi prelevati periodicamente campioni delle sostanze anche non scadute da verificare, e vengono effettuate analisi attraverso numerosi strumenti come il rifrattometro, densimetro, alcoolometro, incubatrice, forno a muffola, piastre per conta batterica totale, lieviti e muffe. Con questi controlli è dunque possibile verificare se un prodotto o sostanza è ancora conforme alla famacopea, ovvero delle disposizioni tecniche e scientifiche su cui si basa il farmacista per verificare la conformità dei prodotti. Quando una sostanza è scaduta (cioè ha perso i titoli di conformità) finisce nei rifiuti speciali mentre i contenitori che contenevano sostanze vendute finiscono in tre distinti settori dell'isola ecologica interna all'Azienda: plastica contaminata, vetro, alluminio. Ogni 1-2 mesi queste sostanze e questi contenitori vengono ritirate da ditte del Ministero della Salute che rilasciano alla ditta il certificato di tutte le sostanze "stoccate" e dei contenitori contenitori che finiscono nello stoccaggio. Ma poichè può creare qualche legittimo dubbio sul fatto che un'azienda dichiari scaduto un suo stesso prodotto, che risulta quindi invenduto, in prossimità di qualche scadenza vengono inviati campioni di sostanze ad un ente terzo di verifica (accreditato presso il Ministero della Salute) e dopo controlli approfonditi questo può rilasciare un certificato di conformità detto di rititolazione, che prevede che se una sostanza tra produzione e scadenza aveva due anni di vita con la rititolazione acquista ancora un altro anno di integrità. Se invece la sostanza non supera i test di conformità va allo smaltimento.



Questo è quello che la dottoressa Vernile ci spiega riguardo aziende, che ovviamente hanno quantità maggior di prodotti da smaltire e procedure da seguire. Ma anche a casa nostra possiamo con poche mosse muoverci correttamente. Le materie prime scadute o comunque da eliminare vanno smaltite nell'indifferenziata non riciclabile. Per i contenitori invece molto utile è ovviamente dividerli nelle varie differenziate, inserendoli puliti (così come per qualsiasi altro rifiuto da differenziare).

Queste sono le informazioni che mi ha gentilmente fornito Vincenza Vernile, che mi sono limitata a trascrivere cambiandone la forma ma non il contenuto. La dottoressa ci informa inoltre che tramite i numero di lotto delle materie prime (per quel che riguarda ovviamente la sua azienda), può aiutarci a valutare se le sostanze in nostro possesso sono ancora conformi ed utilizzabili: vi invito comunque a scriverle anche per altri dubbi, che nonostante la grande mole di lavoro sono sempre pronti a risolvere.

                                                  Lalla


mercoledì 21 gennaio 2015

Intervista: Fabrizio Zago risponde !

Questo articolo si apre con un grande ringraziamento a Fabrizio Zago, che si è prestato con la gentilezza e la chiarezza che lo contraddistinguono a rispondere ad alcuni tra i dubbi principali che più comunemente mi vengono sottoposti, e alla quale avevo piacere di dare, oltre alla mia risposta, anche il punto di vista di un professionista del settore.
Premetto che le domande sono state tantissime, e tanto è stato l'entusiasmo che ha provocato questa piccola iniziativa, ma ho dovuto selezionare alcune tra le tante richieste, in particolare ho scelto domande a carattere non troppo specifico, che riguardassero per esempio un particolare cosmetico, per far si che queste risposte abbracciassero un maggior numero di lettori.
Non escludo in futuro, qualora Fabrizio Zago decidesse di prestarsi nuovamente a questa intervista, di aggiungere le domande che ho dovuto omettere, anche per non abusare del suo tempo.




Chi è Fabrizio Zago?
Fabrizio Zago è una delle figure professionali più autorevoli in ambito europeo, così come ricorda il sito Promiseland con cui collabora.
Per chi non lo conoscesse, copio la descrizione scritta sul sito del Biodizionario, di cui è fondatore.
Chimico industriale, Consulente Ecolabel, Obiettore di coscienza (quando si rischiava la galera). Ex insegnante con scarse fortune poi orientato verso l'industria dei detergenti e dei cosmetici sostenendo l'utilizzo di molecole naturali. Consulente per molte catene di distribuzione e fabbricanti sensibili all'ecologia.

Inizia la nostra intervista!

Perché negli ultimi anni il consumatore sceglie sempre più prodotti ecobio, prestando particolare attenzione all’inci del prodotto stesso? Da che cosa è partito questo fenomeno di presa di coscienza a suo parere?

L’evoluzione della sensibilità dei consumatori ha avuto diversi passaggi. Un passaggio interessante è stato quello che ha definito e definisce a tutt’oggi, un prodotto naturale (vedi di origine naturale) come sicuro. Cosa c’è di meglio della natura per essere certi che non ci farà del male. Purtroppo ci si è dimenticati che in “natura” si trova anche il petrolio, il cianuro, l’asbesto e la cicuta. Il secondo grande passaggio è stato quello di approfondire la conoscenza e l’unico modo per farlo è di “leggere” l’INCI magari aiutandosi da strumenti come il Biodizionario.it (questa è una segnalazione autoreferenziale, chiedo scusa, ma non ho altri elementi da segnalare).

Coloro che per anni hanno usato prodotti con siliconi, petrolati, e tutto ciò di cui un prodotto ecobio è privo, dopo quanto tempo aver cessato questo uso possiamo dire che non ne hanno più tracce?
Quanto queste sostanze rimangono nel nostro organismo?

E’ impossibile rispondere in maniera semplice ed esaustiva a questa domanda. Dipende molto dal tipo di prodotto a cui stiamo facendo riferimento. Forse l’esempio più semplice è quello relativo agli shampoo ecobio. Ci vogliono almeno tre/quattro lavaggi prima che lo strato di silicone depositato negli anni, se ne vada e lasci lavorare lo shampoo ecobio come si deve.

Tra i componenti che molto spesso vengono indicati come ingredienti cancerogeni quali possono essere ritenuti veramente tali, e che reale pericolosità hanno per quanto riguarda l’incidenza con casi di cancro?

Anche questa è una risposta impossibile. In realtà ci sono moltissime sostanze che possono dare dei problemi seri. Ma attenzione che ogni prodotto cosmetico è controllato da un esperto che la deve firmare e si prende la responsabilità di quello che firma. Voglio dire con questo che i prodotti cosmetici sono sicuri. Quello che dice la cosmetica etica è che anche in caso di dubbio è meglio evitare di usare la sostanza sospetta (cioè i bollini rossi del biodizionario). Faccio un esempio: una piccola quantità di estratto di peperoncino attiva la circolazione sanguigna è dunque un’ottima sostanza ma se ne uso troppo la capsicina diventa un veleno. Come diceva Paracelso “è la dose che fa il veleno”.

La questione controversa dei test sugli animali. Se allo stato attuale nell’Unione Europea nemmeno le materie prime possono essere testate (mi corregga se sbaglio), perché alcune marche ancora adottano questi metodi sul mondo animale?

I test sugli animali sono definitivamente proibiti sia per la materie prime che per i prodotti finiti. Su questo non si torna indietro. Tutto il mio disprezzo va a quelle persone e a tutte quelle aziende che continuano ad approfittare della buona fede dei consumatori esponendo i vari coniglietti. Non li sopporto! Ad oggi un prodotto di una multinazionale o di un fabbricante etico sono perfettamente uguali dal punto di vista dei test sugli animali. Nessuna azienda adotta più test sugli animali per evidenti motivi:
Non servono a nulla, la pelle umana è completamente diversa da quella umana. Nessuno lo richiede! Nessuna Norma impone di fare questo tipo di test.Costano molti soldi e le aziende non amano spendere soldi.I test alternativi, in vitro, oramai coprono praticamente tutto quello che si deve sapere prima di mettere in commercio una Materia Prima.Soprattutto: sono proibiti dalla legge !!!


La paraffina e i petrolati, comunemente presenti nei cosmetici, cosa provocano effettivamente all’organismo? E’ vero quel che si dice, che risultano essere cancerogeni?

La questione è questa: esistono diverse tipologie di petrolati. L’unico che può essere usato in cosmetica è il tipo “bianco”. La differenza tra la bianca e le altre tipologie è che la prima ha un contenuto di inquinanti inferiore al 3% mentre le altre superiore. La questione, come dicevo prima, è che io non mi fido di una vasellina con il 2,9% di impurità che però, per la cosmesi tradizionale, va benissimo. Meglio evitare.

Gli ingredienti da evitare per i cosmetici sono gli stessi da evitare per i detersivi e per i prodotti della casa?

Generalmente sì ma ci sono almeno due precisazioni da fare. La prima è che i detergenti possono non venire in contatto con la pelle mentre per il cosmetico ciò è obbligatorio. La seconda cosa da evidenziare è che le leggi che governano il mondo della detergenza sono infinitamente migliori di quelle che si occupano di cosmetici. Per i detersivi esiste un Regolamento Europeo che stabilisce che i tensioattivi usati devono essere velocemente e rapidamente biodegradabili. Per la cosmesi non esiste nessuna norma al riguardo.

Se la betaina non é veramente "bio" come ingrediente, perché i prodotti certificati "Icea" e simili, continuando ad usarla anche come tensioattivo primario? Meglio evitarla?

Non è vero che non ci siano betaine “Bio”, io ne conosco molte. Il problema vero è che questa sostanza ha un grande impatto sugli organismi acquatici, insomma è molto inquinante e trasporta con se del Sodio monocloro acetato, sostanza assolutamente pessima per le alghe. Se possibile è meglio evitare, certo.

Ritiene possibile che mano a mano i cosmetici eco bio prendano completamente il posto di cosmetici “tradizionali”, anche per quanto riguarda prezzi più bassi rispetto a quelli attuali? Come pensa che questo sia possibile?

Io penso che questo stia avvenendo sotto i nostri occhi giorno per giorno. Sostituire completamente i prodotti siliconici e le tinte per capelli, non è previsto in tempi brevi, assolutamente. Ma è certo che lo spazio che molte gamme ecobio stanno prendendo sugli scaffali della GDO sono un ottimo segno. Sul tema prezzi, argomento molto importante, ormai i prodotti ecobio si trovano anche al discount e con grande successo. Lì i prezzi sono veramente molto bassi ed alla portata di tutti. Il processo di democratizzazione dell’ecobio sta avvenendo. Per fortuna.

Il biodizionario da lei ideato, su che basi classifica i prodotti? Tenendo conto del fattore inquinante, o di incompatibilità dell’uso su pelle, o di entrambi gli aspetti?

Il Biodizionario tiene conto certamente ed in primo luogo di questi due aspetti: impatto sull’ambiente e sull’essere umano, ma anche della eventuale provenienza da animali. Un aspetto di cui non ho mai parlato molto è un criterio presente nei giudizi del biodizionario, è questo: se esiste una sostanza non perfetta ma di cui non esiste alternativa ebbene si deve essere equilibrati e dare un pallino giallo. Se però per quella stessa sostanza c’è una valida alternativa ecologica allora il pallino diventa immediatamente rosso. Nessuno vuole impedire ai formulatori di fare il proprio lavoro ma è giusto che si dica che si può fare di meglio ed il biodizionario serve a questo.

Dal momento che come da lei confermato anche gli oli essenziali così come le fragranze sono tossici per l’ambiente acquatico e poco biodegradabili, è meglio usare fragranza o oli essenziali per i cosmetici autoprodotti? Esistono fragranze a basso impatto ambientale, ed eventualmente come riconoscerle?

Da un lato sto lavorando per creare una lista di sostanze (vegetali e no) a basso, bassissimo impatto sia per l’ambiente che per l’uomo. Dall’altro lato occorre avere pazienza ed aspettare le conclusioni del gruppo di lavoro a Bruxelles, gruppo di lavoro che sta analizzando l’intero comparto delle sostanze odorose. Siccome conosco questo gruppo di lavoro e sono certo che stanno lavorando nel migliore dei modi, sono anche convinto che i risultati saranno seri ed affidabili. Incrociando i dati del gruppo di lavoro con la mia personale lista, credo che potremmo finalmente avere dei prodotti che non puzzano, edonistici e piacevoli ma nel rispetto dell’essere umano e di quello che lo circonda.

Un suo personale consiglio per coloro che si stanno avvicinando al mondo ecobio, per non cadere nei numerosi casi di prodotti dal nome ambiguo?

Purtroppo non ci sono scorciatoie: accorre che i consumatori diventino consapevoli. Ci sono molti strumenti per raggiungere conoscenze sempre più approfondite. Questo stesso blog ad esempio, il biodizionario, Saicosatispalmi eccetera. Insomma se una persona vuole sapere la verità la può trovare, se invece è vittima della pubblicità, ebbene, in questo caso non so proprio cosa fare, peggio per loro.

Queste sono le domande a cui ha gentilmente risposto Fabrizio Zago, che ringrazio un'ultima volta, e ringrazio anche voi per lo splendido contributo che avete (volontariamente o non) dato a questa intervista. Doveroso segnalarvi il sito del Biodizionario e del sito Promiseland, che si compone anche di un utilissimo Forum in cui lo stesso Fabrizio Zago partecipa attivamente.



Qualora abbiate anche voi domande da sottoporre a Zago e che vorreste leggere in un'eventuale prossima intervista vi invito a commentare liberamente questo post, per renderle note!

                                     Lalla




mercoledì 14 gennaio 2015

Sfumature di Benessere: l'Oligoterapia

Nel terzo appuntamento con Sfumature di Benessere trattiamo la pratica dell'Oligoterapia.
Per Oligoterapia si intende l'assunzione di oligoelementi, presenti nei minerali, la cui carenza provoca squilibri nella persona, sia a livello fisico che mentale.  Il termine greco oligos significa "poco": con la parola oligoelemento si intendono infatti i metalli presenti in natura e in piccole dosi anche nel nostro corpo umano, che necessita di questi per il giusto equilibrio di tutti gli organi e funzioni.Sono infatti dei catalizzatori biologici, ovvero degli elementi  che regolano tutte le funzioni del nostro corpo. Una delle caratteristiche degli oligoelementi è proprio la capacità di agire in dosi minime, di cui il corpo ne risente qualora mancassero, pur nella loro dose infinitesimale.
Il fondatore di tale pratica è considerato il francese Jacques Ménétrier che nel 1930 identificò 4 terreni associati a questi oligoelementi e che chiamò diatesi, riconoscibili in ogni individuo. L'Oligoterapia cura quindi  queste diatesi, che in mancanza di alcuni elementi provocano disagi di varia natura, riconoscibili sotto il punto di vista emotivo, fisico e dell'intelletto. In questo caso, a differenza di altre pratiche alternative, i biochimici trovano qualche effettiva correlazione tra la mancanza di determinati oligoelementi e i disagi che questa pratica cerca di colmare, pur rimanendo questo argomento molto discusso tra gli studiosi. L'oligoterapia viene sviluppata anche sotto il punto di vista nutrizionale, in quanto anche con i cibi possono essere apportati questi elementi. la differenza sostanziale è che l'oligoterapia nutrizionale agisce solo in caso di particolari carenze di questi elementi, mentre per oligoterapia catalitica  si intende l'assunzione di questi anche al di fuori di carenze ma, per esempio, per impieghi terapeutici in cui questi elementi aiutano.



Diversi sono gli elementi di cui si serve chi segue tale pratica: il rame (spesso usato in caso di malattie infettive o infiammatorie quali la psoriasi, per il suo potere battericida), l'argento, che possiede una buona azione antibiotica, e tanti altri di cui ci si può informare facendo una semplice ricerca online. L'oligoterapia pur essendo una pratica dolce e meno invasiva di altre deve essere comunque svolta secondo dosaggi e parametri specifici, da discutere con uno specialista, e da effettuare secondo tempi specifici e che talvolta variano in base al problema da curare.
Serena Nanetti, naturopata che mi ha gentilmente offerto il suo tempo nel rispondere a qualche domanda sull'argomento, ci ricorda che gli oligoelementi vengono dati alla persona in base alla fisicità e in base a quali organi ha più deboli e bisognosi di piccoli aiuti, Viene inoltre valutata la costituzione, lo stile di vita così come l'alimentazione, per lavorare sul quadro generale della persona nella sua integrità, senza soffermarsi su un sintomo in particolare.
Un utile tabella sintetica di alcuni degli oligoelementi utilizzati ci viene fornita dal dott. Viscardo, di cui lascio QUA il link.

Sarei contenta di ricevere vostre correzioni o aggiunte per poter integrare questo articolo, e fornire così maggiore argomentazione di questa pratica di cui, sono convinta, conosco solo una minima parte.
     
Per conoscere i prossimi appuntamenti e discipline che tratteremo con il nostro percorso "Sfumature di Benessere" visita QUESTO link!

                           Lalla